Una giornata di sole

Come secondo appuntamento nella Casa Circondariale di Pozzuoli per la partecipazione al Valsusa Filmfest 2016, 20° Edizione (Festival di film e video sui temi della memoria storica e dell’ambiente), Concorso di Proiezione Corti “dentro”, il giorno 12 Aprile alle ore 16.00 nel teatro della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli si è svolta la proiezione degli 11 corti finalisti del Valsusa Filmfest 2016 alla presenza della Giuria composta da 21 membri tra allieve e docenti della scuola all’interno dell’istituto, con Sabrina Innocenti quale rappresentante del Festival di Napoli e la partecipazione dei registi Antonio Manco e Giovanni Meola.

La Giornata è stata davvero ricca di spunti riflessivi, uno fra tutti il cinema come documentazione del reale o pura costruzione di verità differenti, riflessioni critiche sui contenuti semantici, sulla focalizzazione del punto di vista e sulla percezione di ciascuno in relazione al proprio vissuto, sollecitazioni interessanti che hanno stimolato le giurate ad una riflessione critica di ampio raggio in un clima di grande partecipazione. Questo è solo uno degli obiettivi del percorso che da tre anni porta il Festival all’interno della Casa Circondariale, per costruire sinergie anche con chi non è libero di poter andare al cinema, contribuire alla crescita culturale e lottare contro i pregiudizi e gli stereotipi culturali, portare il cinema “dalle gambe lunghe” anche oltre “le sbarre”.

Un lavoro eccezionale quello delle docenti del Corso IDA nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli CPIA Napoli Provincia 1, che in collaborazione con il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, contribuiscono a fare “scuola” in un modo sicuramente più utile ed attrattivo e che lasciano il segno, con la loro azione, in un percorso educativo e sociale davvero molto importante. Abbiamo vissuto insieme dei momenti intensi, in una giornata piena di luce, grazie anche all’ubicazione del carcere, in collina, affacciato sul Golfo di Pozzuoli, che sembrava quasi raccontare di un luogo magico; eppure eravamo solo fuori al portone, mentre dentro, di magico non c’era niente, se non un pomeriggio diverso, una specie di “illusione” come fossimo al “cinema”, ma non lo eravamo, li dentro le cose sono molto diverse… la realtà non è la “finzione filmica”, ma a volte la vita diventa un film se riusciamo a viverla con emozione e con sincerità e l’augurio va a tutte le donne recluse non solo nella Casa Circondariale di Pozzuoli, nella speranza che sia servito a qualcosa spronarle ad immaginare un’altra vita possibile.

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